«Negli enti di promozione sportiva come il nostro misurare i risultati non è mai semplice. Gran parte del nostro lavoro non si traduce in numeri immediati, ma in cambiamenti lenti, profondi, spesso invisibili: relazioni che si rafforzano, persone che ritrovano fiducia, comunità che diventano più inclusive». I numeri, certo, "sono positivi e fa piacere", come dice, ma non bastano a raccontare tutto: «Guardiamo ai risultati che emergono nel tempo, attraverso le storie, i percorsi, i legami che si creano». È uno sguardo più ampio quello che serve: «Non solo dati, ma la capacità di riconoscere il valore umano e sociale che ogni attività genera».
Una visione che si riflette anche nei progressi registrati negli ultimi mesi. «I progressi del nostro Comitato possono e devono essere riconosciuti nel raggiungimento degli obiettivi che ci siamo dati». Ogni traguardo conta: «Un progetto avviato, una rete consolidata, un nuovo gruppo coinvolto, un’attività che cresce». Tra gli ambiti in espansione cita il settore Danza e quello del Tennis/Padel in crescita e il Fitwalking, ma anche: «Le novità nelle attività con gli anziani con i gruppi di cammino e il tè digitale che stanno riscuotendo un alto gradimento».
Determinante, in questo percorso, il lavoro condiviso: «La collaborazione con le ASD affiliate è un elemento decisivo». È grazie a questa rete che è possibile - come dice -, con il lavoro quotidiano, trasformare le idee in pratiche, i valori in attività, le intenzioni in opportunità reali per le persone. «Negli ultimi mesi si siano avvicinate a noi tante associazioni, riconoscendo il valore dei servizi che offriamo» racconta, e mica è un caso, eh. Un risultato che Barrocu attribuisce chiaramente alla squadra: «Di questo devo dare merito a chi lavora per noi, ai collaboratori sportivi e ai nostri dipendenti». Un impegno che si traduce anche in una crescita interna: «Ci siamo posti l’obiettivo di crescere e migliorare negli aspetti gestionali, anche grazie a nuovi strumenti e tecnologie».
Se si prova a individuare un’iniziativa simbolo, però, la risposta è netta: «Impossibile sceglierne una». L’identità dell’Uisp Sassari è diffusa, plurale: «Quest’anno festeggiamo il decennale del Punto Luce (con qualche mese di ritardo), portiamo eventi per la prima volta in Sardegna come Città in danza, abbiamo raggiunto i 1.200 anziani e adulti che fanno attività motoria con noi». E ancora: «Le attività con i bambini sono un punto di riferimento per le famiglie ormai, l’atletica sempre più viva». Un elenco che potrebbe continuare: «Potrei continuare per ore» spiega. «La nostra identità vive in ogni iniziativa e in ogni persona che partecipa alle attività UISP Sassari. Sono i nostri soci a costruirla ogni giorno».
Non sono mancati, naturalmente, momenti complessi. «Le difficoltà fanno parte del gioco, per rimanere in tema sportivo». Un’esperienza lunga, la sua: «Sono presidente da un anno e in UISP da 26 anni [...] ricordo di delusioni legate alle persone di cui ci si fidava, di opportunità che poi non si sono concretizzate e, certo, del periodo COVID». E proprio durante la pandemia emergono capacità di adattamento e resilienza: «Durante le restrizioni dovute al lockdown siamo riusciti a fare attività sportiva online, a stare vicini ai nostri soci; siamo stati gli unici in città ad aprire, appena possibile, i centri estivi». E sulla chiusura del palazzetto: «La difficoltà è diventata opportunità: abbiamo aperto centri in più parti della città e nei paesi dell’hinterland, abbiamo conosciuto nuove collaborazioni, siamo più presenti sul territorio rispetto a prima». Alla base, sempre, le persone: «Ogni volta hanno fatto la differenza le persone che, con caparbietà e tanta passione, hanno creduto nell’importanza di quello che facciamo».
Lo sguardo è ora rivolto al futuro, con un obiettivo chiaro: «UISP Sassari intende assumere un ruolo attivo nella rigenerazione urbana, contribuendo a restituire valore e significato ai luoghi della città». L’idea è ambiziosa: «Vogliamo che lo sport diventi un motore di trasformazione sociale, capace di riattivare spazi e comunità». Un percorso che passa necessariamente dalle alleanze: «La sinergia con le amministrazioni pubbliche e con tutti gli attori che operano nel territorio è per noi fondamentale».
E se c’è un momento in cui tutto questo acquista senso, Barrocu non ha dubbi: «Mai dubitato che ne valesse la pena». Un filo rosso che attraversa tutta la sua esperienza: «Né da giovane animatore, né da dirigente, anche quando mi sono dovuto allontanare». Oggi, ancora di più: «Figuriamoci ora che sono Presidente!».
Perché alla base di tutto restano valori precisi: «Lo sport che mette al centro le persone, l’inclusione, la partecipazione e il diritto al movimento per tutte e tutti, senza barriere economiche, sociali, culturali o anagrafiche, sono anche i miei valori».